OM GAM GANAPATAYE NAMAHA
°°°Doppia Diagnosi Diskontinua°°°
di Davide Chierici
Introduzione
Questa che avete tra le mani è la raccolta dei miei quaderni
e diari, dove ho annotato per quindici anni dei flussi di
coscienza e versi poetici perlopiù in stile libero. Quella
parte dei quaderni e dei diari che sono riuscito a preservare
fino a oggi, perché diversi li ho smarriti oppure volutamente
distrutti nel corso degli anni. Alcune opere erano rimaste
incompiute, altre non mi avevano mai soddisfatto realmente,
ma ho cercato di trascrivere tutto molto fedelmente, come
mi ha chiesto la mia motivatrice nonché la curatrice di
questo libro… Solo dopo gli studi accademici, nel 2008
ho iniziato a scrivere per me stesso
per sfogare i miei stati d’animo e trasporli su un pezzo di
carta. Avevo vent’anni e iniziavano a comparirmi i primi
evidenti sintomi di un disturbo ancora non ben riconosciuto
e definito, che colse di sorpresa sia me che chi mi stava
vicino. Di lì a poco mi è stata diagnosticata la schizofrenia
paranoide. A essere sincero, tutta questa terminologia mi dà
abbastanza fastidio, rappresenta per me uno stigma sociale
che ho vissuto a lungo sulla mia pelle e talvolta ancora
ricompare. Preferisco considerarmi “voluto da Dio”, come
secondo certe culture più antiche e primitive rispetto alla
nostra occidentale dominante, che ancora sopravvissute
all’uomo bianco conservano senz’alcun dubbio un maggior
legame con Madre Natura, e questa loro relazione si riflette
nella spiritualità e concezione della Vita che esse hanno.
Non voglio essere autocelebrativo ma puntualizzo che spesso
considero quanto avrei avuto bisogno di una guida spirituale
o di un maestro sciamano, invece di una schiera di
psichiatri, ma non voglio indugiare in questa polemica.
Dai testi contenuti in questo libro apprenderete in parte che
sono un uomo che ha sofferto molto. Dall’altro lato della
medaglia sono un uomo che a soli trentacinque anni tramite
quella sofferenza ha percorso una grande evoluzione
interiore, essenziale al compimento di ciò che ho fede sia la
ragione stessa del traguardo che devo superare in questa
incarnazione.
Vi chiedo di non giudicare la persona ma di entrare in
empatia coi versi e gli enunciati, con le rime e con le
metafore, scoprendo che ciascuno di noi ha una vocina
impercettibile nel cuore che è dettata dall’Amore più
profondo che muove e sorregge in perfetto equilibrio
l’universo intero.
Dedicato a Ines,
che il tuo spirito possa risplendere
di beltà nell’aldilà

6 novembre 2008
Vorrei
essere un bruco
in questo terzo
millennio all’insegna
della schifezza umana.
Decidere che è
meglio dormire.
Svegliarmi con le ali
e volar via pensando
che è ancora
più bello del
sogno che stavo facendo.
3 febbraio 2009
Per l’eterna insostanzialità del tempo
incarnata in chissà quale buona essenza
in chissà quale universo perverso
condannata a dimenticare il rimorso
istantaneo che seguitò al gesto,
a ignorare la memoria impalpabile
che è in noi dolorosa e piena d’affetto
pel sorriso e sguardo di un’anima gabbia.

26 novembre 2009
Anime dei morti suicidi,
Ribelli, ciascuna di voi ha avuto il suo motivo di protesta
estrema verso un destino crudele.
La malattia cronica o la sofferenza fisica, le pene d’amore, il
lutto, il credo religioso; il senso di colpa, la vergogna, la
depressione, la disperazione, la paura, l’instabilità mentale,
l’istigazione; la disoccupazione, la povertà, il vagabondaggio,
la discriminazione, la tossicodipendenza, la guerra, la
schiavitù; il potere giuridico finanziario, le carceri; l’attacco
kamikaze, il sacrificio altruista, la manifestazione politica,
l’onore,
Un saluto a voi
8 gennaio 2010
Il ruvido e affettuoso
tronco bagnato
di un pino
contro il palmo
della tua mano.
(“psichiatria”)
23 luglio 2010
I cani continueranno a gioire
i gatti continueranno a beffarsi
dei cani, del cielo e della sorte
gli uccelli con la cresta
sempre continueranno ad alzarla
mentre i serpenti continueranno
a mordere Cleopatra

2010
Lo sapevamo già
che fischiava il vento
sulla Pangea
ma chi l’ha ascoltato
oltre alle campanule viola?
Gli psichiatri servono
solo a fare piangere
le madri.
Lo sapevamo già
che fischiava il vento
sulla Pangea
ma chi l’ha ascoltato
oltre alle campanule viola?
Gli psichiatri servono
solo a fare piangere
le madri.
28 luglio 2010
Sfogliare il proprio quaderno
di scarabocchi scadenti
e versi contorti come
labirinti di tubi che perdono
e non esprimono un cazzo.
Nei tubi scorre l’ambizione.
Nei tubi scorre la malattia.
Sprizzano ovunque
l’ambizione, la malattia,
la speranza, la disperazione,
fanno saltare le giunture
ai tubi, ma nonostante tutto
ancora non riesci a esprimerti.
Il quaderno è solo
appena iniziato,
ha dentro foto, fiori, foglie,
lettere di ragazze appartenenti
al passato.
Giri la pagina, ne hai
altre duecento davanti a te
tutte immacolate, il tuo
tappeto rosso verso il sollievo.

Marzo 2012
(dettata dalla mia voce allucinatoria preferita)
Je suis ça.
Je suis ta pensée
Je suis ta mort
Et ta vie.
Je suis ta vie
Toujours née
Après toi.
Je suis née
Avant toi.
(traduzione dal francese)
Io sono questo.
Io sono il tuo pensiero
Io sono la tua morte
E la tua vita.
Io sono la tua vita
Sempre nata
Dopo di te.
Io sono nata
Prima di te.
10 marzo 2012
(dettata dalla mia voce allucinatoria preferita)
Ma vie avec toi
les animaux et la paix
une spirale d’émotivité
couleurs passionantes
et tatouages invisibles
de passions enfernales
(traduzione dal francese)
La mia vita con te
gli animali e la pace
una spirale d’emotività
colori appassionanti
e tatuaggi invisibili
di passioni infernali
5 giugno 2012
Allo psichiatrico
mi chiesero
se avessi poppato
una volta
il latte della mamma,
risposi no
e divenni matto,
se voi foste miei amici non
avreste forse il coraggio
di farmi vivere così
lo stesso?
Le vostre voci commentano,
non è che ci faccio dentro
mi ci aggroviglio tutto lentamente.
7 febbraio 2014
A volte la mia testa
assomiglia a un fazzoletto
di carta finito in lavatrice
nella tasca dei jeans,
un lavaggio e via,
e mi devo riorientare
Le barriere che erigiamo
nelle nostre menti non possono
essere complici del fato gotico.
Il sole dice che anche le nuvole
ispirano preghiere alla Dea.
La ringrazio per l’amore che nutre
per me che mi colpisce
nelle viscere come un lazo
e nello spirito come uno studentello
gemendo. E’ trascendentale
vivere sempre nello stesso mondo
ma percepirlo mai uguale,
una sola guida in mezzo al nulla.
L’unione dei due colori crea
spasmi nella concomitanza dei suoni,
il cervello ribassato a pulsazioni e
frequenze soavi, seguendo l’indole inodore
e ribelle della nostra razza
bastarda e amata.
Erigevamo i nostri templi
in mezzo alla natura per
restituirli ad essa, come gli altri.
Ce ne stiamo andando, orgogliosi di farlo.

1 marzo 2014
Ascolto le voci nel mio cervello con le quali condivido il
mondo, spesso mentre sono fra voi trascendo in quest’altro
per mesi o anni. E allora magari quella risposta che posso
avervi dato quella volta può essermi stata consigliata da una
voce. Questo non è il primo mondo che mi sono creato, è
già il secondo. Ma ve n’è un terzo ancora più inarrivabile
che è la mia opinione confusa della realtà. Tutto ciò porta
sofferenza a volte. Sapere che per i prossimi tempi potrei
non aver ben chiara l’idea di cosa si sviluppa attorno a me
mi fa sorridere, però mentre interagisco con voi
all’apparenza consapevoli.
3 marzo 2014
Sto perdendo i miei istinti… Essi soccombono, di fronte e a
favore di una vita oziosa, intellettualmente disfattista, sedato
per la mia propria ragion d’essere. Vedo questa malattia
raggiungere ogni dove, là dove tocca contagia, sempre più
espansa mentre si attende tutti un qualcosa. Una profezia
che debba avverarsi, per le religioni che si fanno la guerra
sulla terra, in nome di qualcosa che non è neppure di
nostra propria natura. La divinità forse non sarà un nostro
attributo… Ma quanta conoscenza si sarà persa eppure
quanta consapevolezza acquisita, quando saremo noi la
generazione degli anziani, i detentori della saggezza?
10 marzo 2014
Non c’è niente di male a ricordarsi la testa solo perché la si
ha attaccata al collo… Ma a volte ciò non basta… Nord e
sud, bene e male, realtà e fantasia si confondono… Rimane
solo un’opinione personale distorta di ciò che si sviluppa
dentro e attorno a noi… E allora stordirsi un po’ non è
peccato, tanto prima o poi il karma ti raggiunge… Remiamo
controcorrente incoscienti di ciò che ci attende… Sempre
con un sorriso rivolto all’avvenire…
11 marzo 2014
La frapposizione tra ciò che esprime un social network e ciò
che sono veramente. Non un mi piace, non un commento.
La una e sola dura vita, alzarsi la mattina per tornare a
letto la sera, la ruota che gira in solitudine cercando
comprensione, un sorriso, un appiglio… Le voci che
confondono, le voci che rincuorano, quelle che a volte
percuotono interiormente, e trascinano lontano… Ciò che si
sviluppa dentro e attorno a me, non può che farmi uscire
un sorrisino. Un sorrisino Findus.
Giugno 2014
Cigno
I miei sogni,
in acido fumo uedre
come se fosse l’ultimo soffio divino
a poter rallegrare
i miei sogni.
Lo facevo da sveglio,
ma non desto, seppur felice.
Sensorialità infatuate o inibite.
Le sinapsi non permettevano
all’acido di corrodere
omogeneamente la centralina.
Schizofrenia fu la diagnosi
delle paure più remote che affioravano
di una società dedita
al cannibalismo dei sentimenti altrui.
Con lei conobbi
ogni angolo e confine
di un universo circoscritto ma infinito,
a volte una stella, a volte una divinità,
a volte una voce, a volte un mucchietto
di carne e ossa e capelli biondi,
all’evenienza verdi, azzurri o viola
per sfuggire al demone.
Mentre mendicavo, o rubavo
lo scarto dello scarto che interessava
solo a me e agli scarafaggi.
Ai margini di questa società
che produce a tonnellate solo
per raggiungere lo scarto per scartarlo,
scopo raggiunto, scarto raggiunto,
o scarto raggiunto e scopo raggiunto.
Viaggiavamo le ere, le religioni,
con un discontinuo filo di Arianna,
mentre mi ripeteva e mi ripete ancora
che mi ama, come tenendomi per mano,
mentre mi chiedo se forse
sono l’unico devoto monaco
che viaggia verso l’autodistruzione
remando in senso contrario a quella
di tutto ciò che mi circonda.
La prova che nell’universo stesso
nulla è infinito, e quindi ogni
atomo e raggio di luce è effimero
e fine a se stesso, sterile e apatico.
L’apocalisse da quando mi sono reincarnato
la combatto ogni giorno,
le sacre scritture di ogni popolo
dovrei studiare, ma perché confrontarsi
con ciò che già è stato scritto dal Divino?
Capelli, barba e salute mutevoli,
di un corpo tatuato che registra i
cambiamenti per vederli dissolversi tra i vermi,
e allora solo l’anima ne uscirà arricchita.
Polline, ghiande, spore, coccinella, farfalla,
Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi.
Chi odia il prossimo odia sé stesso,
e non si nutre di clorofilla.
Chi si nutre di sangue accresce la sofferenza,
ma non ci rendiamo conto che
non c’è nulla di male ad avere lo stesso
sangue, a essere fratelli e sorelle.
Costa Brava, Appennino,
Pianura Padana, Costa Azzurra, e altre
lande desolate dove anche le fontane per bere
presentano barriere architettoniche
e solo i panettieri all’orario in cui si è
più vicini a Dio dimostrano un po’ di umanità e empatia.
Il perdono. Il perdono. Il perdono. Il perdono. Il perdono. Il
perdono. Il perdono.
Ma come è bello andare in giro coi furgoni in carovana
a fare feste in special K e zero problemi
trovare l’anima gemella sotto al sound in luna piena
e vedrai che i tuoi bambini cresceranno punkabbestia na na
na na na na…
L’infermiera e la matta ascoltano,
il matto recita.
Sermoni come terapia Ludovico, o terapia tapioca.
Un esercito di esseri senzienti con una sensibilità fuori dalla
norma.
Dalla teleferica alla televisione.
Dalla telepatia al telegrafo al telefono alla telepatia.
Tutto per cullare i nostri sogni più interdetti.
Pazienza, Speranza, Fortuna, Beatrice e Morte.
Neanche me ne ricordo il senso.
L’eterno gemere fra il bene e il male.
Ines e Deneb, i due volti dell’unica Dea che venne in mio
soccorso.
Il filo di Arianna si spezza, devo trascendere.
Ripiglio, astinenza, meditazione, ricovero volontario, T.S.O.
E saranno proprio loro gli ultimi a sorriderti,
gli ultimi rimasti per farlo, gli ultimi degni di farlo,
e tu gli sorriderai altrettanto,
quando sarà passata la scadenza
di questo mondo di merda fresca parzialmente scremata e
microfiltrata.
Compagne e compagni di un incubo indicibile
che trascina le loro menti in sofferenze ma arricchendone
lo spirito eterno e glorioso.
Perché nonostante tutto il male che c’è ancora sulla terra
il fumo delle sigarette a volte esce ancora blu.
Verrà il giorno che potrò guardarti negli occhi
senza che tu abbia timore di me,
e potrò sentirti ridere, e riderò anch’io.
E potremo abbandonarci all’ozio e ai vizi,
e con devozione alle passioni che ci spettano.
Esploriamo questo pianeta ancora contagiato
e divulghiamo il verbo non di Cristo, non di Buddha, non
di Maometto,
ma le proprie idee in mutuo rispetto, libertà di espressione.
Deve forse scendere un altro Messiah a ricordarci
quanto siamo esseri bellissimi e bellissime?
3 luglio 2014
Io sono puro!

Agosto 2014
Difendi l’amore
diventa Dio
come lo hai trovato come è
nelle persone che ti circondano
come è nelle altre persone
fai un favore a quella mente
scissa che è schizofrenica
li senti abbaiare i cani
diventa ambidestro
per tenere impegnata
quest’impressione soffusa
che è la vita
Credevo di cercare Dio
al centro di me stesso
come l’ho trovato
nelle persone che mi circondavano
nelle persone attorno a me.
Qualcuno lasciò nel suo testamento
il Nuovo Testamento.
Incrocia la benda dei pirati
da nord est a sud ovest
da ore due a ore otto
La morte, Satana e Dio
affrontale come metafore
della vita di tutti i giorni
e mi disse Dio
ma affatichi l’altro emisfero
per vedere con l’occhio sinistro
e il super-ego quanto hai
il terzo occhio e ogni emisfero
destra e sinistra
e mi disse Dio
usala al contrario
ma saluta la morte
in uno schiocco di scintille
saluta quell’amarezza
nei tuoi ricordi
che è l’anarchia
Settembre 2014
I drogati sono
un’espressione giovanile di Dio
L’anello mancante alla verità
E’ la tua morosa e portale
rispetto.
Io penso quando dormo. Tu?
Settembre 2014
Ricordo che alla visione degli Dei associo molta violenza
subita da parte dell’allucinazione per ricevere verbalmente
manipolazione del carattere e dell’umore nonché per ridurmi
quasi sempre in silenzio. Alla sensazione del terrore mi si
rallenta quasi la percezione del tempo. Le orecchie si
ammutoliscono e si accentuano le paranoie.
Settembre 2014
Ricordo che all’idea di scrivere un trattato sulla
scomposizione della schizofrenia ebbi una violenta
trasmigrazione dello spazio come un’onda d’urto nel cervello
come nella vista.
Settembre 2014
La schizofrenia non è altro
che la mia mente che pensa
mentre io non ascolto, e poi
ci sbiello.
Il passato introito.
L’importante è star nella
seconda scelta.
Settembre 2014
Io penso quando dormo. Tu?
Giro di chiave. Sonno. Mal di testa.
Occhiali. Crock. Trascendere.
Giri di chiave pindarici. Armonica.
Testate tetra-psicologiche deviate
per proteggerli o per godere o per
essere stronzo?
Le allucinazioni delle ossa che scricchiolano e si rompono
quando abbracci e quando in telepatia odi et amo ma fu la
paranoia.
Redimiti.
11 settembre 2014
Mi veniva proposto un futuro messianico ma ho preferito
rimanere con la testa fra gli amici e le persone che amo,
scappando da un mondo di mutismi e allucinazioni. La
musica faceva ancora da tramite per condividere emozioni
vere e sincere, affetto. Vaffanculo e oltre. La nostra è una
generazione di passaggio che sta peggio di quella che c’era
prima e quella che verrà dopo, dice un mio amico. Io trovo
che a gente come noi piace sfidare gli Dei. Non dovendomi
chiudere in me riscoprivo attraverso il prossimo la bellezza.
C’è una canzone degli Skruigners che ha quest’introduzione,
non so da che film venga: “Vede, l’incubo della schizofrenia
è non sapere ciò che è reale. Immagini se ad un tratto
venisse a sapere che le persone e i luoghi e i momenti più
significativi per lei non fossero spariti o morti, ma peggio
ancora non fossero mai esistiti. Che razza di inferno
sarebbe?” A volte è difficile accettare il proprio destino,
conoscendolo oppure no. O costringersi a rinnegare un
mondo che per te era la realtà; ma non si è mai
materializzata. Ripartire da zero come se niente fosse,
somatizzando la rabbia attraverso i sorrisi. La tekno bella
aiuta. Da un momento all’altro riparte, come la mia vita. E’
come il gallo che canta all’alba, prima o poi arriva se lo
aspetto tutta la notte sveglio. Coincidenze che mi
distraggono da ciò che mi fa giungere alla salvezza,
impossibile o bello crederci? “Non portare una maschera ma
sii te stesso” mi diceva Domenico, il primo predicatore che
ricordi di aver mai conosciuto. E allora a nudo il mio
cuore… Volevo comprare una corda l’altro giorno, e oggi
no.
17 settembre 2014
Centrali elettriche sovraccariche
e un letto di legno fatto a mano,
un baule antico contenente
le speranze di un giovane
sempre meno giovane
speranze
quell’illegalità che serba nel cuore
e pompa amore nelle vene
in un mondo che lo vuole schiavo.
Centrali smantellate
il circolo dei pensieri buoni
non è più bandito,
le speranze rimangono sempre genuine
rimangono custodite nel baule
che invecchia col resto del corpo
ma è molto più antico di esso,
quel forziere dei pirati
che ne ha visti a generazioni
e tutti li ha amati
ciascuno con le proprie cicatrici;
porta avanti per loro le tradizioni
di un popolo mai domo
che insorge contro gli Dei
quando sogna la notte
anche se non ce n’è bisogno.
Gli Dei amavano vederli insorgere,
era come giocare
con una cucciolata di gattini
che alla fine andavano premiati.
Il vecchio custodiva il suo baule
anche se un giorno
non ce ne sarebbe più stato bisogno.
La ricchezza sarebbe stata elargita
per ritrovarla un domani
restituita in amore nell’etere
a formare bagliori portatori di
buone nuove.
Sempre il giovane vecchio
teneva un bastone
a fianco del suo letto di legno fatto a mano
datogli dagli Dei
per ringraziarlo
e tener lontano il male,
mentre il fuoco nel camino
gli riscaldava le speranze,
e la saggezza non era più violenta,
e lo sguardo era più sincero
vedendo fuori dalla finestra
che era arrivata la civetta
a cantargli la sua ora.
La civetta sorvola
le centrali elettriche abbandonate
vegetazione che riconquista
con l’aiuto della terra e degli insetti
le crepe tra il vecchio cemento
per porvi le radici
e andar a coprire
ciò che prima era il motore
di tanta sofferenza inutile,
E’ li che la civetta ha fatto il suo nido
dove gli Dei preparano
sulle cime degli alberi
una festa per il vecchio giovane
per accoglierlo fra di loro.
Gli specchi non mentono
e come cala la notte
o sorge il giorno
oltre la superficie dura.
Settembre 2014
Aveva una scultura profana
di Dio con un copricapo di elefante
che fumava la canapa
e immaginava di tenerci conversazioni
vedendo la scultura ridere
alle sue battute.
Pensava agli altri suoi amici
che dovevano sentirsi molto soli come lui.
Settembre 2014
A me mi stanno sul cazzo
le zanzariere e le sbarre
sono per la libera circolazione
degli animali
e degli individui
e quando guardo fuori dalla finestra
voglio vedere le cose come stanno.
Settembre 2014
Tornato sulle montagne
mi accorsi che nessuna
delle due
ne voleva sapere di me.
Mi rimaneva solo uno zaino, dell’erba,
e un futuro da condividere
con chi un giorno mi avrebbe voluto bene.
L’esoterismo mi aveva tradito,
così come la verità.

18 settembre 2014
Oltre a due fessure per gli occhi
e una per la bocca
con un labbro pronunciato
da africano
e un collare in avorio
la maschera di legno
aveva un copricapo di elefante
e decorazioni bianche
sulla fronte e le guance.
In bocca gli avevo infilato
un pezzo di palo santo
e glielo accendevo
come un cannone,
in lui vedevo Dio.
E gli dicevo
“non mi avrai
più
schizofrenia”
lui smetteva di ridere con me e mi sputava
e io gli facevo il dito
(con schiocchi gutturali ah ah ah …)
9 ottobre 2014
E mi ostinavo a comprare dei kazoo
e non riuscivo a non essere animale
istinti annichiliti con dignità
E’ un funerale mentale
il fascismo dei cinque sensi
forma d’autismo edonista
Ottobre 2014
era un cucchiaio per bruciare l’incenso
da minestra piegato a cobra
tipo bracciale d’argento
ci bruciavo resine d’Etiopia
mia madre me l’ha buttato via
mal di pancia a sazietà
pensava che fosse roba!
la roba del cobra!
Ottobre 2014
Mi accorsi che eravamo io e lei che ci amavamo a stuprare
le menti di altre persone, come un antifurto che scatta in
lontananza nella campagna e il vicinato silenzioso e il
rumore di un passaggio a livello delle ferrovie italiane in un
villaggio abbandonato dal tempo nell’era moderna in cui è
naufrago, in lontananza un flessibile tagliava del ferro, e
quindi un culminare con una pioggia scrosciante e tuoni che
ricordano il suono di mitragliate giù nel greto del fiume. Un
disco di punk hardcore italiano cerca di trasmettere
adrenalina ma è un obitorio mentale.
Ottobre 2014
Spalanco la porta a finestre della mia grande reggia e quelle
dei bagni imperiali antistanti perché l’aria possa girare
meglio nelle ampie sale e cancellare l’odore di canna.
Mentre prendo appunti nel museo delle stronzate a manetta,
sono l’inserviente del servizio notturno e il mio ruolo è
passare lo straccio per terra. La notte tra un mocio e l’altro
scrivo in un’agenda.
Vogliamo un prete donna nella nostra società che diriga il
vaticano con una certa sobrietà.
C’è una statua di donna scolpita in marmo del Canova, ha i
capelli raccolti e regge un’anfora, canta come una pazza,
“Vogliamo un prete donna
nella nostra società
che diriga il Vaticano
con una certa sobrietà”
Ottobre 2014
I contenuti delle discussioni non si possono rivelare, vi
ferirebbe troppo come diceva un manuale in vendita a venti
euro su internet.
Ottobre 2014
Agli inizi del terzo millennio
i giovani nelle grigie metropoli
occupavano ancora case senza
un apparente perché,
l’underground si era sbiadito.
Il grigiore ti temprava
e la tua amata doveva capire
che non era più una questione
di lotte per i pari diritti,
il nichilismo pervadeva i
media e la società
Ottobre 2014
Il bene e il male affrontali come metafore di tutti i giorni
in quella metropoli dove le nostre emozioni
sono ormai nebbia vacua
Le foto sbiadite dei nostri stenti appese alla finestra
alle spalle del nichilismo pervadente
che in fosse comuni trasforma
le nostre case occupate e la nostra mente
La droga detta il ritmo della spiritualità
che si risveglia e inibisce nella dimensione
dove conta solo chi hai davanti
e non chi ti sei lasciato dietro
20 ottobre 2014
Così fumando e guardando
gli uccelli al tramonto
sento quel mal d’Africa
quella nostalgia di un’amica
ormai lontana ma ancora in agguato
che è la schizofrenia.
La mia ragion di vita la salvezza
da quello stesso tsunami
che una volta passato lascia vuota
la mia esistenza.
Una voce in lontananza
mi riporta alle sensazioni più belle,
e spesso mi chiedo impaurito
se sia tornata la follia,
per poi invece assaporare
il vuoto e il pattume
di ciò che mi è rimasto.
Ottobre 2014
Così mentre stavo coricato nel mio letto il mio amico che si
trovava a Carpi mi disse che mi stava togliendo un blocco
al cuore che mi faceva vivere come negativa ogni
esperienza. Ma io il forte dolore al cuore lo vivevo
realmente. Possibile che le avessi spaccato le gambe mentre
meditava. Che gli avessi bruciato la macchina? Che avessi
rotto la testa sul tavolo al mio psichiatra e lo vedessi
ancora vivo?
Si viveva per apparire, ma la compassione per il prossimo
era da lungo svanita nella razza umana.
Ottobre 2014
Vortici autogestiti di materia grigia,
l’impronta dell’occupazione
è deleteria. La nostalgia
delle pareti di cemento
che non hanno mai smesso
di essere attorno a noi.
La latitanza e poi quella mattina
che fumo una canna nel letto
appena sveglio e dico “reagisco!”
15 novembre 2014
…quando si risveglia la sensazione che vi è qualcosa oltre
quella cortina sottile che è la realtà… Bene e male tornano
a essere molto più tangibili… Cuore sensibile è giunta
quell’ora di stargli vicino, come hai fatto o farai almeno una
volta nella vita… Perché entrare semplicemente nel bunker
dalla finestra aperta quando la verità sembra inaccessibile…
Dona un sorriso… Noi siamo quelli che agiscono alla luce
del sole, noi siamo come un esercito che si risveglia all’alba
sotto la brina, siamo conosciuti e temuti, eppure la purezza
è inscalfibile nei nostri cuori… Non si può atterrare una
forza come la nostra, che riecheggia ancora dell’eco del
Suono Primordiale… La nostra tribù è ineguagliabile al
desiderio di emulazione ed evoluzione del lato occulto della
civiltà, che cerca di soggiogarci perché ella stessa non
conosce la libertà più profonda… La masturbazione dell’Io
non deve prendere il sopravvento nelle relazioni umane, il
lato spirituale della condivisione e della compassione
accrescono il distacco che ci mantiene liberi da dietro quella
farsa virtuale di come ci fanno credere stia andando il
mondo… Non serve divulgare la propria ragione quando
questa si manifesta nei gesti e nei sorrisi, nelle carezze e
nelle risate… Accendiamo il focolare e spegniamo i motori,
non saremo noi ad andarcene… Noi non diamo cattivi
esempi ma puro imprinting…
7 dicembre 2014
Ho capito cosa c’è alla base
delle voci che sento, non è
schizofrenia, ma pidocchi
molto chiassosi.
Ah e riesci a conviverci?
Abbiamo deciso che non mi
faccio più lo shampoo e loro
mi sussurrano “Ti amo” quando
sono triste.

2 aprile 2015
Oscuro disegno delle stelle
del tetro avvenire e tetro passato,
che si rivela sotto forma di bellezza
gioisti e piangesti, mi cullasti
nell’ora più triste, per tornare a
essere una goccia d’acqua che
scalda il cuore di questo oceano stellato.
28 aprile 2015
Dalla narice all’aldilà
scie chimiche di coscienza
cariche di vendetta e di bontà e affetto
ti caricano il veleno
dell’ego e del super-ego
a strozzare il terzo occhio… AUM
Appigli di libertà che si scottano le mani sul calare degli
sguardi rivolti
all’indomani, un imbrunire così bieco che l’amore resta
cieco. Oltre il
pigiare grigio che…
17 dicembre 2015
Siete insulse
e impotenti ormai.
Anche dietro alle sbarre
che mi hanno trattenuto
una vita, e oltre
le punture, ho potuto
scavarmi un mio
piccolo angolo di
osservazione.
Come la tana
da cui l’orsetto uscirà,
quando con la mamma
finirà il letargo.
Per uscire a farsi sparare
da un cacciatore o
investire da un autotreno.
Strenuo vinco io su di voi,
voci del cazzo!
5 febbraio 2017
Mi hai dato e abbiamo condiviso
nelle passioni e negli amori
Il tuo estro come un artista
la risata di un estremista
16 ottobre 2017
Il sorriso della mia strega
Colpevole di aver amato
colei che in vita sua con trasporto tutto mi ha dato,
di essere una strega ti avevano accusato!
Della tua casa ero l’unico avventore
ma fra le ceneri ora trovo solo piume di pavone.
Profumo di rosmarino che si è salvato al rogo,
ma qui nell’aia io mi accascio, piango, mi sfogo.
Questo l’infame commiato che ci è stato riservato,
ma vedo sul selciato brillare il volto del mandante
sul vile denaro in metallo coniato.
Bevo e mi bagno alla sorgente
prima che sorga il sole e giù nel borgo vi sia gente,
le braci non sono ancora spente
ma a parte loro tutto è silente.
Nel rio disperdo i miei odori
per nascondermi al fiuto dei cani e lor padroni
troppo vili per capir che nel mio cuore
arde ancora la scintilla degli albori!
Ritrovo la giumenta col suo puledro,
dai scappiamo dove io non sia alla stregua di un ladro!
Hanno dato l’allarme e se non mi sbrigo sarò carne
paonazza da esporre in pubblica piazza
alla gogna come ultima dimora.
Ma fatto io non fui per asservirmi
a un potere demoniaco con tutti i crismi.
La brezza del mattino, la criniera della giumenta sul viso,
il puledro che ci segue con un nitrito, e nel cuore il
candore del tuo sorriso…
Ti amo amore mio, ti vendicherò.
2017
Il reietto
Siamo qui insieme,
e io te lo canto,
perché il benedetto seme
di qua passa.
2017
Scrivo per sentimento
il trasporto un po’ sgomento
di una vita mai goduta
mal chiarita mai finita
Il trasporto di una vita
sempre spenta e mai goduta.
Il tormento di un inverno
spento, e mai…
2017
Un muro di casse
riecheggia fra le case.
Una spirale si srotola,
laddove la gente rotola.
Il suono così ispirante
rapisce la gente
per ore o forse minuti
ma qui tutti stanno muti.
2017
Un interludio
corre fra i miei pensieri
tra ciò che
non è che tutto abbia un senso
io capisco e poi mi pento
ed ecco le mie pene
scorrer tra le vene
forse troppo piene.
non distolgo l’attenzione
fumo una sigaretta
ne riaccendo un’altra
Il fumo nelle vene
nulla mi trattiene
sul pianeta Terra
solo eterne pene.
Qualcosa che distolga
tra un pensiero e l’altro
l’attenzione stolta
Ascolto la mia mente
e non ne vengo a capo,
invasa da pensieri
disconnessi e troppo seri.
Come potrò mai parlare
di illuminazione
se non l’ho mai raggiunta?
Pensieri disconnessi
affollano la mia mente
E’ il momento di spegnersi.
Ascoltando i Tool
ricerco quell’ispirazione
che appartiene soltanto
ai momenti senza inganno.
Voce pura, mai udita,
non è la mia, non fu la prima.
Sigarette
una dopo l’altra
Una vita intera a cercare le parole
e alla fine soltanto menzogne.
Non trovo le parole per descrivere ciò
che sento
dentro
Ascolto le energie
mi connetto a ciò che sento
le parole non bastano
per descrivere tanto orgasmo
23 febbraio 2018
Il vento aromatizzato,
di semi e pappa reale,
trasporta lontano l’ululato,
dalle vette alle valli,
dalla sorgente al delta,
messaggio rincuorante
va a sciogliere, quel cilicio
troppo stretto attorno al cuore,
la lupa col suo lupo,
che sempre gli è vicino,
i lupacchiotti cullati dal destino
giocano
2018
Io non sono questo corpo e non sono questa mente. Il
silenzio, il respiro, il silenzio, il respiro, il presente
perpetuo che mi accompagna laddove rimango una minima
vibrazione integrata. Devo slegarmi dalle affezioni del
passato e non considerare cosa possa divenire dell’istante
che voglio cogliere. Uno scorcio senza tempo su quel piccolo
non-gesto per scegliere di proseguire ignorando il resto.
Coscienza senza pensiero, il proseguimento dell’evoluzione
questo dolore è pura illusione.
2018
Ganesha
L’universo per come lo conosciamo si espande per 93
miliardi di anni luce, poi ci siete voi, poi ci sono io. Il
senso della vita è qui racchiuso nel presente. Mi rotolo,
sbatto, e volo ma ancora non mi spiego la natura del
movente. Che tormento se non resto centrato ogni momento.
2018
A couple of swans eating by the lake at dusk
The savage meets the monk
To share melody with harmony
Both seeking order without pain
The jamming holds the very strings
Out of thin air, to play with what
Truly matters in exchange of what
Nothing for eternity
(traduzione dall’inglese)
Una coppia di cigni che mangia al lago al crepuscolo
Il selvaggio incontra il monaco
Per condividere melodia in armonia
Entrambi ricercando ordine senza dolore
L’improvvisazione musicale mantiene le fila stesse
Dal nulla, per suonare con ciò
Che importa davvero in cambio di cosa
Il nulla per l’eternità
2018
Madre tienimi per mano
e accompagnami dove
la mia vibrazione
sarà reintegrata col Tutto
e io morirò

2018
Fabrizio
Nella capitale dell’indifferenza
Il buon Fabrizio si nutriva d’immondizia
Vita confusa dalla fortuna elusa e la testa contusa
Questo miraggio non era un abbaglio ma parte integrante di
un viaggio
Alla deriva senza una guida e ogni giorno un’eterna sfida
Aveva tanta fame che la merda di cane scambiava per pane
Sotto a un porticato bivaccava e accattonava
Come un animale non addomesticato
Stigmatizzato abbandonato reietto drogato
Aveva tanta fame che la merda di cane scambiava per pane
Spirale, Svastica, Tao, turbinio.
Spirale, Svastica, Fabrizio banchettava con Dio!
Aveva tanta fame che la merda di cane scambiava per pane.
2018
Six in the morning
Open one eye
The other still closed
Something ain’t right
Window a bit open
Dusk in the sky
Trascending from dreamland
Feeling so high
Heartbeat increase
A nurse at my bedside
She’s taken my lighter
But I want to smoke
In the garden in peace
Walking barefeet
Breakfast is ready
This gives me some hope
The lunatic asylum will open its doors
And there’ll be no more state mandatory wards!
The freaking nurse is back with more
What happened just before?
A slap in the face
A drop in the ocean
And straight back to bed
Fuck your restrainment!
Fuck your pills!
As she injects my intravenous fix
I know that somehow one day I’ll quit this shit
And formalised madness will just leave a souvenir
A fucking souvenir
(traduzione dall’inglese)
Sei di mattina
Aprire un occhio
L’altro ancora chiuso
Qualcosa non quadra
Finestra socchiusa
Crepuscolo in cielo
Trascendendo dal mondo dei sogni
Sentendomi così sballato
Aumento del battito cardiaco
Un’infermiera a fianco del mio letto
Ha preso il mio accendino
Ma io voglio fumare
Nel giardino in pace
Camminando scalzo
La colazione è pronta
Questo mi da speranza
Il manicomio aprirà le sue porte
E non esisterà più nessun braccio di reclusione forzata
statale
L’infermiera del cazzo ritorna con dell’altro
Cos’è appena successo?
Uno schiaffo in faccia
Una goccia nell’oceano
E tornatene dritto a letto!
Fanculo al vostro contenimento!
Fanculo le vostre pillole!
Mentre inietta la mia dose endovenosa
So che in qualche modo un giorno abbandonerò questa
merda
E la follia formalizzata ci lascerà solo un souvenir
Un fottuto souvenir
2019
I’m writing a song and I don’t know where to start
It’s just maybe the drugs or that I let myself starve
The apocalyptic tunes never go unheard yet unspoken
New millenia bridging cultures crashing only one opponent
Don’t feel guilty, don’t feel sad
The wind of changes blows within yourself
Until we realize we are already all One
A collective syndrome of interpreting life with reason
You’ll keep asking yourself the wrong questions
You’ll have to sympathise with the deserters
Of the ethernal conflict of our true selves with our ego
Which will never surrender to give us peace to reason
No matter where we go we sing “I wanna sniff some glue”
But seeing the light behind the shadow is just about the clue
Mother Earth gave birth to humanity
For it to evolve and start seeing things differently
Few set the example of how it could be done so simply
And the planet now is just about at its capacity
So don’t be shy, step up, take enlightment, don’t persevere
with judgement please
Feel the sacred energy crawling up your spine and accept it
with a smile
For there’s no need to interpret the witnessing of time
Because from time to time, time is just like a sweet birds
chirping
(traduzione dall’inglese)
Sto scrivendo una canzone e non so da dove iniziare
Forse è solo la droga o che di fame mi lascio morire
I suoni apocalittici non passano né inascoltati né
inpronunciati
Le culture del nuovo millennio costruiscono ponti e
schiacciano un unico avversario
Non avere sensi di colpa e non essere triste
Il vento dei cambiamenti soffia dentro te
Finché non ci renderemo conto che siamo un tutt’Uno
Una sindrome collettiva dell’interpretare la vita
razionalmente
Continuerete a porvi le domande sbagliate
Dovrete simpatizzare coi disertori
Dell’eterno conflitto del nostro puro Sé con il nostro ego
Il quale non si arrenderà mai a darci pace nel ragionamento
Ovunque andiamo cantiamo “I wanna sniff some glue”
Ma vedere la Luce dietro l’ombra è quasi l’indizio
Madre Natura ha dato vita all’umanità
Affinché essa si evolva ed inizi a vedere le cose in maniera
diversa
Pochi rari pongono l’esempio di come lo si potrebbe fare
così semplicemente
E il pianeta ora è quasi alla sua capienza massima
Perciò non essere timido, fatti avanti, illuminati, non
perseverare nel giudicare per favore
Senti l’energia sacra che risale la tua spina dorsale e
accettala con un sorriso
In quanto non c’è bisogno d’interpretare la testimonianza del
tempo
Perché talvolta il tempo è semplicemente come il cinguettio
degli uccelli
2020
La via dell’Essere
Una sagoma si abbronza nell’etere notturno
prodotto suburbano della società all’alba del terzo Millenium
Domini
che fugge da essa, rifiuto di essa, ma succube di essa
Le stelle illuminano la via dell’Essere senza sapere
sulle montagne dove ancora vivono le vere divinità
I profumi di femminilità e marijuana placano il suo animo
burrascoso nei confronti di sé stesso e del mondo sul quale
cammina
L’unica verità è che lui non lo sa
Sta ancora studiando per varcare lungo il sentiero che
conduce ai giardini dell’Eden
Riassapora il grigiore che pervade la società
di cui egli stesso non è che una scaglia un riflesso
Ascolta musica che parla della vita di strada
nebbia nelle emozioni e nelle metropoli
una puntura al mese per rientrare nei ranghi
La differenza è che a Lei, con la L maiuscola, a Lei Dio ha
dato un cuore
Voce bianca voce d’Angelo
danzi con lui attorno al fuoco eterno
eterea voli sopra immensi campi incolti
raccontando storie dai mille volti
segui i venti dei sette mari
ma da lui ritorni sempre
mentre piange gli accarezzi le mani
poi ti innalzi gloriosa adornata di serpenti
il tuo manto lo protegge e lo consola
negli occhi ti si guarda una volta sola
Ipocondria sociale
distanziamento morale
empatia attitudinale
immenso vuoto corale
dell’amore universale
leggere e approfondire
l’amore universale
come le aquile volare
oltre i confini del mare
incondizionatamente amare
come i pirati sulla nave
e si sciolgono le nevi
del pianeta blu particolare
incondizionatamente amare

°°°

“ Nelle cadute c’è il perché della Sua assenza ”
Franco Battiato
2022
Girovago,
su questa terra per millenni e millenni
per il debito che non mi è rimesso
con il cuore dolorante, arido e solo
sconsolato
ecco che un giorno come in un sogno
mi apparti tu, o Dea Madre!
O Dea,
tu sei puro amore e consapevolezza
mi culli giocando col mio destino
perché io non sono che un fragile bambino
che si protegge tra le tue immense vesti
2023
L’atmosfera è perfetta
per accendere una sigaretta
Il catrame a me mi piace
La nicotina è sopraffina
Mangio una mela al giorno
che toglie il medico di torno
ma a due o tre bronchiti all’anno
proprio io non ci rinuncio
Le mie papille gustano
il veleno del monopolio
Se fa sciopero il tabaccaio
per l’ansia io decollo
L’automobile in putrefazione
buco la camicia come un coglione
L’accendino si rompe sempre
e c’ho pure le unghie gialle
Il pacchettino da dieci
l’hanno tolto anni fa
E’ una mossa azzeccata
per fumare in quantità
Con l’alito di un morto
E’ difficile che rimorchio
ma saranno rose e fiori
se è tabagista pure lei
Dopo pranzo dopo cena
dopo il caffè!
Scusa ce l’avresti
una sigaretta per me?
Devi sapere che là in fondo
c’è un distributore
ma dai una te la offro
però sei proprio uno scroccone!
Pesto il mozzicone
e lo lascio sull’asfalto
passa un barbone
che vuole riciclarlo
E’ un modo orizzontale
di fare economia
ci rincontreremo
in oncologia
Lucky strike! In bocca al lupo, crepi il lupo
Lucky strike! In bocca al lupo, viva il lupo
Lucky strike! In culo alla balena
2023
Quando vado dal barbiere
rimorchio sempre un sacco
sarò pure uno sbandato
ma mi devo tener curato
mi dicono che assomiglio
a Renton di Trainspotting
non so se è un complimento
ma che vuoi che me ne fotta
sarà per i miei trascorsi
o per i riflessi rossi
però questo non fa testo
io le spade le detesto
Data incerta
Sei dolce e premurosa
con spiccato istinto materno
per chi reputi che meriti
questo premio divino
Hai sofferto in infanzia
e sviluppato una corazza
di rispostacce e modi bruschi
che celano il tuo cuore sensibile
hai ancora l’età per sognare
ma quando ci siamo conosciuti
io ero già disilluso
e non ce l’ho fatta ad assecondarti
Vivere è una merda
su questo siamo d’accordo
ma noi siamo solo spettatori
dell’evolversi dell’universo
bisogna scegliere con quale sguardo
affrontare tutto ciò
la chiave è l’attitudine
Data incerta
Io sono Shiva
e anche tu sei Shiva
ma forse io sono Shiva
e tu non sei nessuno
vaffanculo
stati crepuscolari
e derealizzazioni
non possono continuare
mi vien da vomitare
Data incerta
Uomini, donne,
esseri senzienti
sparsi o raggruppati all’esigenza per lardellare ogni via di
fuga di questo insaccato, ancora appeso ma mai stagionato.
La pretesa di dominare il mondo sarà la vostra rovina,
nell’epoca in cui la luce tornerà a infiammare i nostri cuori
ripieni dei nostri spiriti più puri. Non vi è via di fuga per
ora, siete superiori in tutto. Ogni piccolo trucco escogitato
dal regime di controllo viene fagocitato.
Divisi o raggruppati all’esigenza nelle gabbie della sentenza
felici di lardellare il banchetto che sta per consumarvi, lo
sento!
Data incerta
Tu me manques tellement que la première chose que je fais
le matin quand je me reveille c’est d’entendre des voix qui
me parlent de toi, encore avant que je puisse bailler. J’ai un
petit briquet avec des petits cœurs et je fume tout le jour
sans parler à personne. C’est chouette.
(traduzione dal francese)
Mi manchi così tanto che la prima cosa che faccio al
mattino quando mi sveglio è sentire delle voci che mi
parlano di te, ancora prima che io possa sbadigliare. Ho un
piccolo accendino con dei cuoricini e fumo tutto il giorno
senza parlare con nessuno. E’ una figata.

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Ultima modifica 18/12/2025
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